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“Building An Empire”, è l'album di debutto dei francesi Demians, una sorta di progetto tra il prog melodico e il grunge, intimistico ed esaltante, di cui Nicholas Chapel è il membro principale, impegnato su ogni frontuera musicale e vocale, tra strumenti differenti e linee armoniche d'ogni genere.
E' un album a tratti epico, che riesce bene a miscelare le più differenti correnti musicali, offrendo una sorta di atmosfera oscura e tenace insieme.
Si parte con The Perfect Symmetry, profonda canzone che richiama in lontananza i Riverside, per poi continuare con Shine, essenziale e brillante, e Sapphire, un mix di mellotron, distorsioni, voce suadente e struggente, un brano malizioso e affascinante, che trionfa nell'abilità del sopra citato Chapel, perfetto mastro-musico e cantore di emozioni.
Naive risuona decisamente come un singolo, d'effetto, avvincente e trascinante, una canzone decisamente prog, concreta.
Ed ancora Unspoken, una malinconica ballata romantica, e Temple che pare esserne la continuazione, meno incisiva, fino ad arrivare ad Empire, l'unico brano con cadenze rievocanti il pop targato '90s, forte di beat e voce.
Infine Sand risuona come la perfetta conclusione di questa piccola perla, tra sperimentazioni, innovazioni, inserimenti, elettronica, batteria incisiva, voce graffiante e imperante, in circa 16 minuti di novità-rivisitaizone-spunti-maestria-emozione musicale. Soprannaturale. "Building An Empire" è un album da avere, complesso ed accattivante, completo nell'ispirazione dal passato, nuovo nelle rivisitazioni ottimamente sfruttate e modernizzate (da Nickelback a Creed, passando per Opeth, Path of Salvation e Riverside).
Un opera prima che spazia tra terre lontane ed esperienze vissute, viaggi psichedelici, emozioni, melodie e potenza musicale. Un applauso ai Demians per questo dono intenso e speciale a base di musica a 360 gradi.
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