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Sara Cantarone, promettente giornalista barese, ha avuto modo di incontrare e intervistare il mitico Flavio Oreglio. Ecco cosa le ha racconato...
Siamo alla Feltrinelli libri&musica di Bari dove è venuto a farci visita il poliedrico Flavio Oreglio, per la presentazione del suo nuovo libro 'Non è stato facile cadere così in basso', secondo di una trilogia inaugurata con il primo volume uscito lo scorso 24 Ottobre 'Siamo una massa di ignoranti. Parliamone'. Tema portante della trilogia è appunto l' ormai diffusissima ignoranza dell'uomo, che lo scrittore e comico catartico affronta con un linguaggio divertente e disincantato, intrecciandolo con importanti tematiche come la religione, la scienza, ma soprattutto con la filosofia, sua materia prediletta. Definisce il suo libro umoristico e divulgativo, il quale titolo sarebbe un disperato grido d'aiuto rivolto al distratto mondo d'oggi.
di Sara Cantarone
Ciao Flavio, secondo te perché nonostante l' ampio sviluppo della comunicazione l' ignoranza aumenta invece di diminuire?
"Guarda, a mio parere solo comunicare non serve a nulla, bisogna anche riflettere e pensare, comunicare insomma le cose giuste. Ovviamente poi anche i mezzi di comunicazione hanno il loro peso in questo, amplificano il tutto. Se tu dici una fesseria davanti ad una telecamera, questa giunge a milioni di persone e così facendo si provoca un grande danno. Dunque i mezzi di comunicazione hanno una responsabilità enorme e non a caso il controllo di questi mezzi è uno dei grandi problemi del nostro paese, mezzi di comunicazione che non dicono il vero e tendono a disinformare, una delle grandi battaglie politiche dei giorni nostri".
Con questo libro dal linguaggio ironico e disincantato speri dunque di aprire gli occhi anche alla giovane generazione che sta per formarsi?
"Io non ho una target di riferimento, sono uno che fa le cose, scrive e poi chi vuole legge. Io dico: penso questo, lo scrivo a modo mio, in modo magari ironico e piacevole. Ovviamente ci sarà chi non è d'accordo e chi invece si ed in entrambi i casi esigo una motivazione. Se i giovani quindi mi vorranno leggere ben venga, posso esserne solo contento. A me piace andare agli incontri con i giovani, ne ho fatti tanti, nelle scuole, nelle università, anche ai miei spettacoli vengo parecchi giovani ma in realtà viene gente di tutte le età. In sostanza non ho un target, come ho già detto, anche per quanto riguarda i momenti catartici, sono per tutti".
Tu sei stato anche insegnante, cosa ne pensi del livello d' istruzione in Italia?
"Io penso che a scuola si insegnino tante cose che non servono a niente invece di insegnare cose utili, e quindi ci vorrebbe una revisione di tutti i programmi e un nuovo metodo di studio. Tra l' altro siamo dentro l' era della multimedialità e vedere che gli strumenti multimediali non vengono usati per lo studio è assurdo. Inoltre trovo anche assurdo che si studino così approfonditamente le civiltà antiche e non si arrivi a studiare bene l'800 e il 900. Io farei un percorso parallelo tra le due storie perché noi dovremmo avere una coscienza del nostro mondo che ci deriva solo dal fatto di conoscer bene gli ultimi secoli della nostra storia".
A proposito dei momenti catartici, essendo tu nato come comico, perché ormai sono più i comici a parlare di politica che giornalisti o politici stessi? Ne è un esempio Beppe Grillo.
"Hai fatto un esempio mica da ridere, io adoro Beppe Grillo, è stato un mio grande mentore negli anni 80. Io ho iniziato proprio facendo le aperture dei suoi spettacoli dato che lui era già all'apice della sua carriera. Credo che lui stia facendo un grande lavoro, anche perchè lui non ha nulla da difendere, dice le cose come gli vengono, che a mio parere è la cosa migliore anche perché la politica tende sempre a nascondere qualche aspetto invece lui lo fa liberamente'. Credo che questa sia la strada giusta anche se io mi occupo di altre cose, a me piace di più fare delle riflessioni di carattere generale, non che io non mi interessi di quell' aspetto, ma lui va molto nello specifico. A me interessa, in questa fase storica, prima mettere a posto gli elementi generali e dopo entrerò nello specifico. Ora io parlo di cose molto importanti come scienza, filosofia e religione che sono tematiche grosse e ne parlo con il mio linguaggio e ciò non vuol dire che questo fa venir meno l' importanza degli argomenti trattati e nemmeno la profondità, anzi la comicità è un vestito che tu puoi dare al pensiero. La risata può essere o uno strumento o uno scopo, io preferisco che sia uno strumento".
Ma a proposito delle tematiche che hai deciso di trattare, come mai hai voluto affiancarle all' argomento ignoranza?
"Semplicemente perché la gente non conosce questi argomenti. Pensa di conoscerli ma non li conosce anche perché ci sono delle idee che circolano su queste tematiche ma sono sbagliate eppure sono di dominio pubblico. Per esempio Antonino Zichichi sostiene che la filosofia è distante dalla scienza e che la scienza è molto vicina alla religione. Questo è falso, ma solo perché lo dice uno che ha il suo bel perché, la gente lo ascolta e ci crede. Ma non è così perché da una lato ci sono la filosofia e la scienza che si avvicinano perché entrambe usano la ragione, dall'altro lato c' è la religione, la fede che è un'altra cosa".
Tante persone in vista hanno attività che levano interesse verso il sociale. Perché non vi siete ancora aggregati per formare un movimento?
"In realtà devi sapere che il mondo dello spettacolo è fatto di molti individualisti. Io dal mio canto ho costituito una mia società, all' interno della quale stanno arrivando artisti che la pensano un po' come me, dal punto di vista artistico ma anche dal punto di vista dell' atteggiamento da tenere. La 'società catartica', l' ho chiamata così in onore del grande successo ottenuto appunto dai 'momenti catartici'. Con ciò cerco di aggregare artisti attorno a dei progetti ma devo ammettere che è molto difficile, il mio sogno in realtà è la united artists in Italia però non sarà facile da realizzare ma comunque sia per il momento c'è la catartica".
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